EXHIBITION


Titolo: IL TEMPO E LA MATERIA
a cura di Anna Caterina Bellati
Il Giardino Bianco Art Space
Via Garibaldi 1814, 30122 Venezia
30 agosto – 25 ottobre 2020
Artisti: David Dalla Venezia, Ettore Greco, Marialuisa Tadei
Mercoledì 15 > 19
Giovedì 15 > 22
Venerdì, sabato, domenica 11 > 19

Title: IL TEMPO E LA MATERIA
curated by Anna Caterina Bellati
Il Giardino Bianco Art Space
Via Garibaldi 1814, 30122 Venice
August 30th – October 25th 2020
Artists: David Dalla Venezia, Ettore Greco, Marialuisa Tadei
Wednesday 15 > 19
Thursday 15 > 22
Friday, Saturday, Sunday 11 > 19

Ripensare la materia, la sostanza delle cose qualunque, degli oggetti quotidiani, delle opere d’arte. Il senso della presenza, dell’ingombro, dell’occupare uno spazio, non lo spazio intero, solo una sua infinitesima piccola parte.
Ragionare sul tempo, la sua reale o surreale necessità. La sua durata.

Tutto dipende dalla visuale di partenza. Per un buco nero il tempo non esiste, un buco nero brucia tutto, anche le stelle. La memoria invece è fatta di tempo, quello all’indietro. Chi siamo oggi, chi siamo stati, chi erano i nostri genitori, i nostri nonni, il genoma, il ricordo chimico del nostro esistere.

E poi c’è la materia.
Tutto quello che vediamo, è materia. Almeno per noi, appartenenti alla razza umana.
Gli artisti prendono la materia e la trasformano. Le molecole diventano concetti. Il marmo si fa idea, la terracotta diventa carne, la tela assorbe colori che compongono forme visive.
Tre artisti dicono, in questa mostra, il senso della scultura e della pittura, la necessità della loro esistenza per noi, per chi ci ha preceduto, per chi verrà. Non c’è progresso senza arte. Non c’è conoscenza. E nemmeno il sogno di una eternità.

Marialuisa Tadei affronta i materiali duri, il marmo, l’alabastro, l’onice, la sua è una sfida. La scultura contro il tempo che erode distrugge annienta i segni del nostro passaggio.
Cosa importa all’Universo della nostra presenza? Nulla, direbbe Leopardi. Tutto, direbbe Einstein. L’arte s’incunea tra “essere” e “niente”. Di controcanto lo scultore padovano, Ettore Greco, risponde. La materia è fragile, la plasmo, la sfioro ma si disfa già mentre la lavoro. Le figure diventano quasi eteree, si sbriciolano nell’aria, la loro essenza è effimera, potente ma lieve, chissà se domani saranno ancora lì. E David Dalla Venezia, con le sue tele pazienti e faticose, costruite con migliaia di gesti invisibili, suggerisce che siamo mortali ma capaci di resistere e sognare. Una pennellata per ogni respiro, un battito di ciglia per ogni colore.

La vita è il luogo dove abitiamo.

Anna Caterina Bellati
Venezia, estate 2020

If we rethink matter, the substance of all things, whether everyday objects or works of art; think of the sense of presence, physicality, and the occupation of a space, but not space in its entirety, only an infinitesimal part of it; if we reflect on time and its real or surreal necessity, its duration…

It all depends on the vantage point. For a black hole, time does not exist: a black hole burns up everything, even stars. Memory, on the other hand, is made of time, of time looking towards the past: who we are today, who we have been, who our parents and our grandparents were, back to the genome and the chemical memory of our existence.

And then there is matter. Everything we see is matter. At least as far as we, as members of the human race, are concerned. Artists take matter and transform it. Molecules become concepts. Marble becomes an idea and terracotta becomes flesh, while a canvas absorbs the paints that make up visual shapes. In this exhibition, three artists recount the significance of sculpture and painting and how important their existence is to us, to those who preceded us and those who will come after us. There is no progress without art; there is no knowledge. Nor is there any dream of eternity.

Marialuisa Tadei works the hard materials of marble, alabaster and onyx in a challenge against time that erodes, destroys and annihilates the signs of our passage.
What does the Universe care of our presence? Nothing, Leopardi would say. Everything, Einstein would say. Art fits in between “being” and “nothing”. The Paduan sculptor, Ettore Greco, replies in counterpoint: matter is fragile – I can shape it and lightly touch it but it is already disintegrating as I work with it. Figures become almost ethereal, they crumble in the air, their essence is ephemeral, powerful but delicate, and who knows whether tomorrow they will still be there. In his patiently and meticulously worked canvases formed by thousands of invisible gestures David Dalla Veneziasuggests that we are mortal but still capable of standing firm and of dreaming. A brushstroke for every breath, a blink of the eye for every colour.

Life is the place where we live.

Anna Caterina Bellati
Venice, summer 2020

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